mercoledì 12 settembre 2007

MISERIA E NOBILTà!

Spaghetti e mandolino
Domani è stato indetto lo sciopero della pasta e del pane! però vi rassicuro subito: io, Crystal Ship e Zerodieci, abbiamo indetto il “P,P Day” (giorno della pasta e della panzanella”).
In Italia ci dicono che oltre ad essere un popolo di Santi, (penso perché sopportiamo tutto) siamo anche un popolo di allenatori e quindi vorrebbero allenarci alla fame! Piuttosto che acquistare pane e pasta rincarati, meglio non mangiarli! Quindi alleniamoci a non mangiare.
Già ci avevano aperto gli occhi Aldo, Giovanni e Giacomo con la pubblicità della wind, “bisogna leccare la madreperla!”, ma noi speriamo che per far vedere la riuscita dello sciopero, non taglino il rancio anche a coloro che si presentano alle mense per i più bisognosi! ( che da quanto ci risulta, ce ne sono sempre di nuovi).
Ci dispiace per Donadoni, in tutti i campi c’è chi ne sa più di lui, sarebbe bello interpellare Totò, oppure Nando Mattacchioni sullo sciopero indetto.
Preghiamo (quasi in ginocchio) il nostro presidente della repubblica: Napolitano(da noi apprezzato) anche a costo di farsi male al fegato, di mangiare una bella razione di spaghetti alla carbonara per pranzo e una balla panzanella per merenda, per dimostrare che un diritto (quello di mangiare) non venga scambiato con un privilegio.
Nessuno, ha fatto notare che anche le partite trasmesse alla TV, sono rincarate e anche quelle sono pane (metaforicamente parlando) oppure che i poveri non possono partecipare ai giochi della trasmissione “piazza grande”, (trasmissione RAI) perché le telefonate sono a pagamento e quindi inibite a coloro che hanno escluso dalla telecom i numeri a pagamento.
Le ondate di protesta, vorremmo fossero pertinenti, con tutto e tutti!
Quindi domani: buon appetito a tutti!
Dedichiamo ai nostri lettori una simpatica poesia di Zerodieci.

Oste:
un quarto de vino
e na panzanella

pane secco
acqua e pomodoro
con pizzico de sale e n’filo d’oio

tanto me si cara
ar fresco de sto pergolato
er sole è alto e picchia
ma tu m’hai consolato

te vedo sopra ar piatto
co l’occhi sorridenti
ristori n’affamato
e col vino n’assetato

me sento un po’ a disaggio
con le posate in mano
te prendo con le mani
facendo la scarpetta

poi sazio me disseto
col vino de fraschetta
il sole s’è abbassato
ma tu m’hai consolato

de tempo ne è passato
da che me so seduto
mo pago m’alzo e torno
ai problemi d’ogni giorno.




ZERODIECI


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